L’impresa Italia riparte dal Sud

07.09.2015

Le proposte di Confindustria Campania in vista del masterplan per il Mezzogiorno

 

Confindustria Campania ha predisposto una articolato documento di proposte - L’impresa Italia riparte dal Sud -  in vista dei provvedimenti a favore del Mezzogiorno che il Governo si appresta a varare e della messa a punto di “patti” con le Regioni meridionali che, secondo prime anticipazioni, potrebbero essere inserite all’interno della prossima manovra economica.

Tali  accordi definiranno gli interventi prioritari in ciascun territorio, dalle infrastrutture ai problemi ambientali, con l’indicazione dei tempi di realizzazione, delle risorse effettivamente disponibili e delle relative responsabilità politiche ed operative.

Confindustria Campania osserva che il Sud ha pagato più di altre aree l’assenza di una politica industriale di lungo periodo, nonché un eccesso di frazionamento di competenze e interventi, favorito dalla scarsità  di raccordo tra istituzioni centrali e territoriali: si tratta, pertanto, di arrestare una vera e propria “ritirata” dalle politiche industriali  e di ricostruire “una cassetta degli attrezzi”, oggi diventata decisamente insufficiente.

Per puntare alla crescita industriale del Mezzogiorno occorrerà su alcune leve fondamentali:

  • attrazioni di nuove attività industriali, selezionando le imprese e gli investimenti più meritevoli tramite strumenti,  quali i contratti di sviluppo, che vedano la partecipazione, oltre che dei beneficiari, delle istituzioni regionali e locali;
  • definizione di una specifica missione meridionale della Cassa dei Depositi  Prestiti (secondo il modello della “banca di sviluppo” operante in numerosi altri paesi) con un ruolo centrale del Fondo Strategico, favorendo nuove iniziative “sistemiche”, ossia di scala,  complessità e  durata tali che le sole risorse private non sono  in grado di assicurare;
  • sostegno all’attività di ricerca e sviluppo, rendendo  strutturale il bonus già previsto per il Sud, come sembra voler fare la misura allo studio in vista dello prossima Legge di Stabilità.

Confermando la linea già espressa da Confindustria, gli industriali campani sollecitano, inoltre, l’attivazione di un credito d’imposta automatico a favore nuovi investimenti, e la messa a punto di strumenti che favoriscano specifici progetti di sviluppo industriale del territorio.

Confindustria Campania ritiene che, accanto agli strumenti di politica industriale, un altro ambito tematico debba rivestire carattere di centralità: quello degli interventi di rigenerazione urbana, capaci di invertire i fenomeni di progressivo degrado che investono gli agglomerati urbani meridionali, e che sono riconducibili soprattutto alle condizioni di criticità e alle inefficienze diffuse nel sistema istituzionale/amministrativo,  dal livello regionale a quello comunale.

Tra le aree metropolitane del Mezzogiorno, Napoli possiede grandi estensioni di aree dismesse e un immenso waterfront, luoghi dove è possibile creare “valore urbano” attraverso operazioni di riqualificazione paragonabili a quelle realizzate in grandi città europee. L’esempio dell’Area Orientale di Napoli è a questo proposito emblematico, trattandosi del sito di riconversione industriale più grande d’Europa, localizzato in un territorio periferico altamente degradato  da un punto di vista urbano, ambientale e sociale.

Intervenire per riqualificare questa zona significa cambiare funzioni e qualità della vita di una parte della città abitata da poco meno di mezzo milione di persone, un tempo eccellenza dell’industria nazionale, poi diventata simbolo della desertificazione produttiva del Mezzogiorno. Si tratta di un nuovo modello di rigenerazione urbana in cui numerosi investitori stanno realizzando, con ingenti capitali privati, un grande sforzo di investimento che si integra con interventi di natura pubblica, contribuendo tutti, i maniera significativa, allo sviluppo produttivo e urbano dell’area.