Programma della Fondazione Mezzogiorno Tirrenico per Il 2016

24.03.2016

Corriere del Mezzogiorno, marzo 2016

        

Il cda della Fondazione Mezzogiorno Tirrenico, presieduto da Giuseppe Rosa,  ha approvato il programma di attività per il 2016. L’attenzione si concentrerà su taluni importanti drivers direttamente legati allo sviluppo del territorio con riferimento ai quali verranno forniti contributi di idee e di progettualità funzionali al nuovo ciclo di programmazione 2014-20.  

Un progetto  di notevole ampiezza e complessità sarà svolto in collaborazione con l’Associazione Naplest et Pompei,  e riguarderà la predisposizione di due masterplan che interesseranno, da un lato, l’area orientale di Napoli e, dall’altro, Pompei e la sua Buffer zone.  Riqualificare l’area orientale di Napoli significa cambiare funzioni e qualità della vita di una parte della città abitata da 450mila persone,  che è allo stesso tempo porta d’accesso alla metropoli e zona di cerniera con tutti i comuni della fascia vesuviana. In particolare, sarà implementato - alla luce delle novità legislative introdotte dalla legge 164/2014 e delle opportunità offerte dal POR Campania 2014-20 - il modello di rigenerazione urbana avviato da numerosi investitori  con ingenti capitali privati, modello che verrà esteso  all’area di Pompei e alla valorizzazione di tutto il bacino circostante che va da Portici a Castellammare di Stabia.  

Altri due progetti riguarderanno, nel settore del turismo, l’individuazione e la selezione  in Campania di siti di particolare pregio storico culturale per arrivare a stipulare protocolli d’intesa con i Comuni proprietari che puntino al loro recupero e al loro inserimento in un circuito turistico di élite,  e, in tema di creazione di impresa, la messa a punto di un sistema integrato di soggetti e di una infrastruttura  materiale ed immateriale al servizio delle start up e degli spin off da ricerca. Altre idee progettuali, per le quali sono in corso le fasi istruttorie tecnico-economiche, hanno per oggetto temi rilevanti per lo sviluppo delle singole province della Campania, come  gli interventi a favore delle imprese  colpite dall’alluvione dell’autunno scorso (Benevento); il sistema logistico (Pianodardine e Ufita in provincia di Avellino;  la valorizzazione dell’ “attrattore” Reggia di Caserta, attraverso iniziative di gemellaggio con altre dimore storiche; l’efficientamento energetico  del Museo Archeologico di Paestum (Salerno).